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09 marzo 2005

Sgreccia: caro Severino, l'embrione è il dono di Dio all'uomo

DOCUMENTI Elio Sgreccia, Corriere della Sera

Monsignor Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, replica al filosofo Emanuele Severino, il quale, sul Corriere del 24 febbraio, aveva sostenuto che «la Chiesa sta affrontando i problemi della fecondazione assistita con concetti che si frantumano»

Ho pensato a lungo prima di rispondere all'articolo del prof. Emanuele Severino pubblicato sul Corriere della Sera il 24 febbraio 2005, e centrato sui miei due interventi comparsi qualche giorno prima sullo stesso giornale (8 e 17 febbraio).

La difficoltà che ho avuto nel rispondere derivava, e in parte la sento ancora, dal fatto che si fa fatica a comprendere la tonalità e i passaggi «logici» del suo scritto, certamente, penso, per mio difetto; tuttavia ho creduto doveroso offrire qualche chiarificazione per esprimere l'importanza che attribuisco al dialogo anche quando i percorsi filosofici sono assai diversi. Se, poi, i miei argomenti appariranno «frantumati» più di quelli di Severino e più di quelli degli avversari, mi accontenterò di essere capito dalla gente comune, desiderosa forse di riflettere, leggendo il mio povero scritto di replica.