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27 marzo 2007

La «famiglia naturale»? Non esiste, perché la natura è violenza, caos e incesto

DOCUMENTI Dacia Maraini, Corriere della Sera

Il Papa sostiene, con ostinato candore, che si deve difendere la famiglia naturale. Ma cosa intende per natura, viene da chiedere. Ogni normativa sociale, se guardiamo bene, va contro natura. Nel mondo naturale il più grosso mangia il più piccolo, il più robusto schiavizza il più debole, le madri si accoppiano con i figli, i padri con le figlie, i fratelli con le sorelle. In natura non esiste morale, se per morale intendiamo prescrizioni che gli uomini si scelgono per vivere nello stesso Paese, nella stessa città, nella stessa casa, senza scannarsi a vicenda. Proprio per difendere la famiglia artificiale creata dall'uomo, sono state stabilite discipline che impediscono il vivere selvaggio del nucleo originale: l'incesto per esempio, presente in tutte le specie, anche nell'uomo, addirittura ammesso in certe circostanze storiche - vedi gli antichi egiziani - è stato proibito, come racconta bene Malinowski, per permettere alle prime tribù di espandersi, andare a cercare altre tribù, intrecciare rapporti e quindi aprire scambi di idee, di conoscenze, di esperienze. Se per etica intendiamo i regolamenti che una società stabilisce per vivere meglio insieme, evitando le grandi ingiustizie, punendo i trasgressori e aiutando i più deboli, certo l'etica non è un prodotto della natura ma una difficile e nobile prassi che l'uomo avoca a sé, in nome di un Dio che sceglie di applicare la giustizia, concetto assolutamente contrario alla natura. La giustizia a volte sembra un' utopia, ma ciò che rende umani gli uomini è proprio il continuo ossessivo tentativo di sostituire la crudeltà brutale delle cose con una voglia di comunità, di uguaglianza, di fraternità. Ogni volta che la natura crea un disastro, l'uomo cerca di rimediare. Perché la natura vuole sì la riproduzione dell' uomo, ma spesso e volentieri solleva le sue forze devastatrici che distruggono con un solo colpo migliaia di corpi umani. Anche l'omosessualità esiste in natura, come dimostrano tanti popoli che l'hanno ammessa e praticata legalmente. Eppure spesso è stata proibita, soprattutto quando c' era pericolo di estinzione per un popolo, quando metà dei figli morivano di malattia e c' era un bisogno assoluto di braccia da lavoro. Con la crescita di un certo benessere e con la sovrappopolazione, cambiano le prospettive e l'intolleranza diminuisce. Certo la natura, quando vuole riprodursi, accoppia due persone di sesso opposto. Ma poiché abbiamo guastato e corrotto l'aria che respiriamo e l'acqua che beviamo, gli uomini soffrono sempre più di sterilità. E per ovviare a un dato naturale - la sterilità - le società avanzate hanno inventato l'adozione, che non esiste in natura, hanno inventato la riproduzione assistita che aiuta coloro che vogliono avere figli, a farli. Infine potremmo anche chiederci cosa c' è di naturale nella castità dei preti. Nessuno mette in discussione la legittimità della loro scelta, ma ciò non dà diritto a chi preferisce la verginità, di decidere come gli altri, uomini e donne, debbano vivere la propria sessualità. Cosa c' è di naturale nell' educazione? Nei libri? Nelle scuole? Nella scienza? E perfino nella monogamia? L'uomo per natura è poligamo, come lo sono la maggioranza degli animali. Anche le donne per natura sono probabilmente molto più poliandriche di quanto si pensi. Eppure la civiltà ha scelto la monogamia proprio per difendere quella famiglia del tutto artificiale che si oppone, per ragioni morali, e quindi non naturali, allo sperpero e al caos. Insomma un poco più di prudenza nell'uso della parola natura perché può rivoltarsi contro chi la usa.

13 marzo 2007

Campania (in)felix

DOCUMENTI Alessandro Iacuelli, Le vie infinite dei rifiuti

L'inquinamento costante e sistematico dell'ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto "business dei rifiuti".

Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.

Le vie infinite dei rifiuti è un'inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica "emergenza rifiuti" della regione. Il testo seguente riproduce il primo capitolo del libro.

01 marzo 2007

Operazione Orion

DOCUMENTI Fausto Intilla, Oloscience.com

Se è verde o si muove è biologia, se puzza è chimica, se non funziona è fisica.
Arthur Bloch

Pro e contro dei futuri computer quantistici. Se non decoerisce funziona!

Il tredici febbraio di quest'anno (2007), una notizia apparsa inizialmente sui giornali locali di Vancouver (Canada) ha in breve tempo fatto il giro del mondo. I primi articoli che riportarono tale notizia, iniziavano quasi tutti con le seguenti parole: «Azienda canadese presenta un nuovo prodotto, nel campo delle applicazioni inerenti al settore della ricerca scientifica sui sistemi di calcolo». Questo nuovo prodotto difficilmente sarebbe potuto passare inosservato, poiché rappresenta una di quelle mete che in ambito tecnologico si riteneva fossero raggiungibili solo nei decenni a venire: ovvero la realizzazione fisica del computer quantistico (in sigla, QC, quantum computer).

Il primo prototipo al mondo di QC, denominato «Orion» dalla D-Wave Systems, l'azienda canadese che lo ha prodotto, è stato presentato al Museo di Storia dei Computer [1] di Silicon Valley, in California. Durante la dimostrazione pratica delle capacità di calcolo di Orion (durata circa due ore), quasi quattrocento persone, tra ingegneri, informatici, fisici ed altri esperti di ogni genere, hanno potuto appurare quindi le reali potenzialità di questo neonato «mostro tecnologico».