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17 ottobre 2007

La Scuola e il Modello americano: ministri “creati” ma poco “evoluti”

DOCUMENTI Tommaso Martini, Sindrome di Stendhal

L'opposizione all'evoluzionismo negli ultimi anni nel nostro paese.

La lotta all’evoluzionismo è stato uno degli elementi che ha caratterizzato gli anni dell’ultimo Governo di centro destra. Dalle scuole all’università, dai più prestigiosi centri di ricerca alla piazza la parola d’ordine era far fuori Darwin, bollare le sue teorie come superate e antiscientifiche. Posizioni antistoriche e anticulturali imbarazzanti in cui lo scorso governo si è mostrato più papista del papa e il Vaticano ringrazia.

Baluardo della lotta contro gorilla e scimpanzé blasfemi Alleanza nazionale che, dopo aver attaccato i libri di storia, accusa quelli di scienze per la divulgazione dell’evoluzionismo, colpevole, tra l’altro, di favorire l’egemonia della sinistra [Cfr. Darwin, l’evoluzione non piace alla destra, Il Manifesto, 19 febbraio 2003, p.15]. Un’affermazione interessante considerando che l’URSS di Stalin fu l’unico regime a vietare l’evoluzionismo (pare infatti che la Moratti si sia ispirata a Stalin nella sua riforma dei programmi scolastici) e Marx considerava Darwin colpevole di una deviazione borghese e capitalista della scienza. La “Settimana antievoluzionista” fu organizzata da AN e dall’Alleanza studentesca a Milano nel febbraio 2003, con il patrocinio e dal Comune. Il convegno ospitò interventi memorabili per dimostrare l’infondatezza scientifica dell’evoluzionismo, tra i quali spicca l’incontro conclusivo: “Evoluzionismo: una favola per le scuole” in cui si suggeriva di ispirarsi all’America, dove il creazionismo viene insegnato nelle scuole (intervento della consigliera comunale di FI Ciabò Barbara) e che è meglio rintracciare le proprie radici in Romolo e Giove piuttosto che in quelle proposte dagli evoluzionisti che strisciano per terra, in quanto vermi (dichiarazione di Flavio Nucci, allora vicepresidente della Provincia di Milano, AN).