Privacy Policy

Pagine

25 gennaio 2008

I furbetti dell'emiciclo

Un paese in ostaggio di personaggi dotati di un'etica pubblica appena un gradino più su di quella di Al Capone

E così ce l'hanno fatta. I senatori dissidenti hanno fatto cadere il governo Prodi, tra sputi, parolacce, svenimenti e tappi di champagne, a suggellare degnamente l'anima volgare di molti furbetti dell'emiciclo.

La destra festeggia scompostamente la fine dell'odiato governo Prodi, "il peggiore del dopoguerra", come tante volte è stato definito da Fini, Berlusconi e colleghi. Ma era veramente il peggiore?

Per quanto mi riguarda, da comune cittadino che non frequenta i salotti della politica e si limita a documentarsi un po', usando giornali telegiornali e Web, ho avuto un'impressione diversa. Noto per esempio che, in meno di due anni, il governo uscente è riuscito a riportare il rapporto deficit/PIL molto al di sotto dei parametri di Maastricht, con una progressione che è stata giudicata addirittura sorprendente dagli esperti di una nota agenzia internazionale di rating. Noto che il gettito fiscale è in forte aumento e l'evasione fiscale viene combattuta con più convinzione di quanto sia mai stato fatto in passato. Noto che ciò ha portato nelle casse dello Stato più soldi, tanto da far nascere il neologismo "tesoretto", per indicare un bel po' di miliardi di euro provenienti da entrate maggiori di quelle preventivate. Noto che lo Stato dispone ora nuovamente di un significativo avanzo primario - cioè il danaro che serve per pagare gli interessi sul debito pubblico ed eventualmente per ridurlo -, avanzo che il governo Berlusconi era riuscito ad azzerare completamente.

03 gennaio 2008

Di individualismo irresponsabile a lungo andare si muore

La mentalità italiana è atavicamente e disperatamente individualista e familista, soprattutto al Sud. Non deve dunque meravigliare se proprio il Sud d'Italia, e la Campania in particolare, sono diventati la prova provata che lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico si risolve alla lunga in un disastro completo. Un disastro che coinvolge anche chi lo ha provocato e si è arricchito ai danni della collettività: ciò perché il danneggiatore, a dispetto del suo menefreghismo, fa parte anche lui della collettività.

Le foto che pubblico a corredo di questo articolo, che ho scattato io stesso girando a piedi per le strade di Caserta nel pomeriggio del primo gennaio 2008, sono la dimostrazione di un degrado inarrestabile dell'ambiente urbano, che ha molte cause particolari e un'unica causa generale: lo spietato perseguimento dell'interesse privato a danno di quello pubblico.