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02 dicembre 2009

E' ancora possibile in questo Paese distinguere il giusto dall'ingiusto?

Il ministro Alfano, che sta dando i numeri da parecchio tempo, è andato in Commissione Giustizia al Senato a snocciolare nuove cifre sul processo breve: su oltre 391.000 processi pendenti in primo grado - ha detto il ministro (Il Fatto Quotidiano di ieri, 1° dicembre, a pagina 2) - se ne estinguerà il 9,2%. Giorni prima aveva detto che il processo breve avrebbe cancellato solo l'1% dei processi in corso (ma allora a che serve fare una legge apposita?). Prima ancora aveva detto che la durata media del processo penale in Italia è di 7 anni e mezzo. Insomma, il povero cristo sembra avere seri problemi con la matematica e le percentuali.

Il CSM e l'Associazione Nazionale Magistrati, dal canto loro, forniscono proiezioni molto più allarmanti. Se l'ANM avesse ragione, con l'approvazione della legge sul processo breve, il 40-50% dei procedimenti in corso morirebbe o immediatamente o dopo pochi mesi.

Pensando a questa guerra di percentuali e, soprattutto, alla sventura che ho a vivere nell'Italia di oggi, a me sta venendo una forte depressione. Non scherzo.