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29 luglio 2012

Nel mondo senza leader è la rete che domina

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

Qualcosa è accaduto mentre noi eravamo occupati nel tentare di salvarci dalla bancarotta. Sono scomparsi i leader. Non parliamo di quelli che c'erano nel passato "normale". Si sono tolti di mezzo da soli, a volte, in circostanze drammatiche. Altre volte semplicemente sono svaniti come nell'effetto speciale di un film. C'erano, e occupavano spazio, notizie, interviste, talk show. C'erano e non ci sono più. Sono ancora in giro, ma non in favore di telecamere. Se parlano non si sente la voce. E non trascinano nessuno. Il fenomeno non è solo italiano. Il mondo in questo momento è occupato da marce e comizi, da sit in e assemblee, dove nessuno guida e nessuno ha qualcosa di speciale da dire, non nel senso del carisma, della leadership, del messaggio con cui mettersi alla testa di una folla.

Amore & Morte 2.0

DOCUMENTI Marco Mancassola e Giorgio Fontana, Corriere della Sera


Dating online. Cacciatori precari di desideri reali

Là fuori, nonostante tutto, da qualche parte c’è l’amore. Sì, da qualche parte c’è una persona per me. È forse l’ultima estrema suggestione del post-romanticismo occidentale. Ma la persona giusta è nascosta dalla cortina fumogena della complessità, dalle complicazioni incrociate della vita, dal rumore di fondo della società in affanno: come trovarla? La risposta più immediata viene dai siti di incontri. Nella società del social love, dell’inafferrabile affettività nell’era della connessione e dei social network, i siti di incontri mi rivolgono una promessa. Mi promettono che là fuori c’è ancora qualcuno da desiderare.

27 luglio 2012

Coppie e gay, il Vangelo tradito

DOCUMENTI Dario Fo, Il Fatto Quotidiano

Oggi in Italia stiamo vivendo un grande scontro sul problema delle unioni di fatto e sui matrimoni fra omosessuali. È risaputo che il comportamento sessuale dipende dalla diversa cultura di ogni popolo.

I Greci non disprezzavano gli omosessuali: verso di loro facevano qualche battuta, ma priva di acredine e soprattutto la loro diversità non era come oggi ritenuta immorale, fuor di natura. Basta prendere ad esempio Aristofane, di certo il maggiore autore di teatro satirico dell'antica Grecia (IV secolo): nelle sue commedie gli omosessuali non vengono mai trattati in scena con disprezzo o sgarbo; gli unici che alle volte vengono presi in giro sono i femminielli o gli eccessivi effeminati. Avanti ogni cosa non si giudicava mai un uomo o una donna per le sue preferenze sessuali, ma ognuno veniva considerato per i valori che aveva acquisito, per la sua tolleranza, la correttezza e per le sue qualità e soprattutto per la cultura che mostrava di possedere. Di poeti, grandi letterati, uomini di scienza le poleis elleniche erano stracolme, per non parlare degli architetti e degli scultori, degli strateghi e dei grandi guerrieri; però nessuno di loro veniva criticato per il fatto di amare persone del proprio sesso.

Battaglie di retroguardia

DOCUMENTI Piergiorgio Odifreddi, Il non-senso della vita

Il Comune di Milano ha istituito il registro delle unioni civili. L’approvazione del decreto ha richiesto una seduta di undici ore e mezzo, e un’estenuante mediazione della maggioranza con l’area cattolica del Pd e l’area laica del Pdl: cioè, fra la retroguardia dei progressisti, che si è astenuta, e l’avanguardia dei retrogradi, che ha votato a favore di un provvedimento debitamente annacquato.

25 luglio 2012

La Vergine sul tronco dell'albero. Pellegrinaggio di fedeli a New York

DOCUMENTI Elmar Burchia, Corriere della Sera

Un nodo del legno assomiglia alla Madonna di Guadalupe, la Santa patrona del Messico

Un giovane albero tiene col fiato sospeso una cittadina vicino a New York. Dozzine di fedeli accorrono in pellegrinaggio per vedere e pregare davanti a un ginkgo biloba: sul tronco ci sarebbe la sagoma della Madonna di Guadalupe. La Vergine Maria avrebbe addirittura «parlato» coi fedeli. La polizia ha dovuto recintare l'area attorno al luogo di culto.

24 luglio 2012

Furto d'informazione

DOCUMENTI autori vari, Il Manifesto

La politica è scontro d'interessi, e la gestione di questa crisi economica e sociale non fa eccezione. Ma una particolarità c'è, e configura, a nostro avviso, una grave lesione della democrazia.

Il modo in cui si parla della crisi costituisce una sistematica deformazione della realtà e una intollerabile sottrazione di informazioni a danno dell'opinione pubblica. Le scelte delle autorità comunitarie e dei governi europei, all'origine di un attacco alle condizioni di vita e di lavoro e ai diritti sociali delle popolazioni che non ha precedenti nel secondo dopoguerra, vengono rappresentate, non soltanto dalle forze politiche che le condividono (e ciò è comprensibile), ma anche dai maggiori mezzi d'informazione (ivi compreso il servizio pubblico), come comportamenti obbligati ("non-scelte"), immediatamente determinati da una crisi a sua volta raffigurata come conseguenza dell'eccessiva generosità dei livelli retributivi e dei sistemi pubblici di welfare. Viene nascosto all'opinione pubblica che, lungi dall'essere un'evidenza, tale rappresentazione riflette un punto di vista ben definito (quello della teoria economica neoliberale), oggetto di severe critiche da parte di economisti non meno autorevoli dei suoi sostenitori.

Cina, la parola “gay” eliminata dalla nuova edizione del vocabolario

DOCUMENTI Cecilia Attanasio Ghezzi, Il Fatto Quotidiano

Il Contemporary Chinese Dictionary uscito il 15 luglio non contiene l'espressione "tongzhi", che fino agli anni Ottanta era sinonimo di"compagno". Caduta in disuso, era tornata in vita nel 1989 grazie alla comunità omosessuale con un altro significato

La nuova edizione del Contemporary Chinese Dictionary è uscita il 15 luglio ed è già sotto accusa da parte degli attivisti per i diritti umani. Include diverse nuove espressioni – alcune delle quali nate su internet e poi affermatesi nella società – ma non c’è tongzhi, o almeno non c’è nel suo significato oggi più largamente usato: gay. Una forma colloquiale molto più utilizzata di tongxinglian, corrispettivo di ‘omosessuale’ e che in passato è stata associata a una forma disturbo mentale.

22 luglio 2012

A che punto è la notte

DOCUMENTI Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, Corriere della Sera

Il fondo salva-Stati non risolverà i problemi. Serve un’unione politica irreversibile

Era il luglio di cinque anni fa quando si avvertirono i primi scricchiolii in alcune banche americane, francesi e tedesche. Da allora abbiamo vissuto la più forte recessione dagli anni Trenta, la crescita è rallentata, e trovare un lavoro è diventato difficile dovunque. Questa crisi ci ha insegnato alcune verità.

Primo: le crisi finanziarie, soprattutto quelle scatenate da aumenti ingiustificati nei prezzi delle abitazioni producono, quando la bolla poi scoppia, recessioni molto lunghe. Le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il cliente debitore sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e devono ricapitalizzarsi. Ma a quel punto trovare capitali privati non è facile, e se interviene lo Stato, il debito pubblico esplode, come è accaduto in Stati Uniti, Irlanda e Spagna. Così il credito non riprende e l’economia ristagna a lungo. Lo abbiamo imparato dal libro di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, Questa volta è diverso. Otto secoli di follia finanziaria (Il Saggiatore, 2010) lettura consigliata per l’estate. Il titolo è volutamente ironico: questa volta «non» è diverso, la storia è piena di crisi finanziarie seguite da lunghe recessioni. Il Giappone è solo l’esempio più recente: non si è mai davvero ripreso dagli effetti della bolla immobiliare scoppiata nel 1989, e il debito pubblico ha raggiunto il 200 per cento del reddito nazionale. I due grafici visibili qui illustrano in modo chiaro la durata di queste crisi e il ciclo del credito prima e dopo la crisi.

20 luglio 2012

Test invalsi, Nord stacca Sud. Anche a scuola Italia divisa in due

DOCUMENTI Salvo Intravaia, la Repubblica

La relazione dei tecnici del ministero dell'Istruzione: le regioni settentrionali sopra la media, quelle meridionali sotto

IL sistema scolastico italiano non riesce a contrastare il divario nelle competenze degli alunni tra Nord e Sud. Sembra questa la conclusione più interessante del rapporto Invalsi 2012, presentato questa mattina dai tecnici del ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sulle competenze in Italiano e Matematica degli alunni della scuola elementare, media e superiore, somministrate tra maggio e giugno, consegnano il solito quadro di una Italia divisa in due: le regioni settentrionali sopra la media nazionale e quelle meridionali, pur in fase di recupero, al di sotto della linea rossa.

16 luglio 2012

Tatuaggi, la tribù 2.0

DOCUMENTI Adriano Favole, Corriere della Sera

Scoperti dal capitano Cook a Tahiti, esportati in Occieente, reimportati in Polinesia. Sono stati le prime «icone globali»

Basta una passeggiata su un litorale per farsi un’idea dell’incredibile diffusione del fenomeno. Tatuaggi ovunque e di ogni forma. Non più, non solo adolescenti e giovani appartenenti a una controcultura: il tatuaggio è una moda contagiosa anche per i loro genitori. Musicisti, calciatori e attori hanno tracciato il sentiero: se un tempo il tatuaggio era un segno di primitività, oggi è al contrario un marchio di progresso. L’Occidente ha fame di tatuaggi e cerca altrove, in altre culture, simboli autentici e «tribali», come si usa dire.

«Se cerchi un tatuatore, vai da Willy». Così mi dissero, un paio di anni fa, alcuni amici di Futuna, un’isola della Polinesia occidentale. In tanti anni di ricerche antropologiche in Oceania non mi ero granché interessato al tatuaggio, benché lo stesso termine sia originario proprio della Polinesia.

Fu James Cook a raccogliere la parola tatau a Tahiti nel 1769, durante il suo primo viaggio di esplorazione del Pacifico e a divulgarlo in inglese (tattoo, tattooing) insieme a una descrizione densa della pratica.

15 luglio 2012

Il Messico santifica il narco

DOCUMENTI Federico Mastrogiovanni, Il Fatto Quotidiano

Nazario Moreno Fu ucciso dalla polizia

Città del Messico Il Messico affonda in modo sempre più drammatico nella violenza e nella corruzione. Forse è un Paese che ha solo bisogno di qualche altro santo in paradiso che risolva ciò che gli umani non riescono a fare. E per questa ragione da qualche tempo c’è un santo nuovo di zecca, un santo popolare. Si chiama san Nazario. Non è stato nominato santo dal Papa né da nessun’altra autorità religiosa, ma dalla gente dello stato di Michoacán.

San Nazario ha i suoi templi, le sue cappelle, le sue statue e le sue preghiere. Una recita così: “O Signore onnipotente, liberami da ogni peccato, dammi protezione benedetta attraverso San Nazario”. Un’altra, più toccante dice: “Luce benedetta della notte, difensore degli infermi , San Nazario Santo Nostro, sempre in te mi raccomando”. Non ci sarebbe nulla di strano, in un Paese religioso come il Messico, se san Nazario non fosse Nazario Moreno Gonzáles, alias “El Chayo”, narcotrafficante morto a 40 anni in una sparatoria molto cruenta con l’esercito il 9 dicembre 2010.

Carità ai bianchi e assalti ai migranti L'offensiva di Alba dorata ad Atene

DOCUMENTI Alessandra Coppola, Corriere della Sera

Il partito di ultradestra fa leva sulla miseria crescente dei greci. Il gruppo neonazista ha 18 deputati: e ora guida ronde anti stranieri e distribuisce aiuti ma solo ai «cittadini»

ATENE - Qualcuno ha vergogna. Una signora anziana, nel caldo atroce che dura fino a sera, si nasconde sotto un foulard di finta seta e occhiali da sole. Una giovane donna, una smorfia di sofferenza, tiene insieme il biberon, le buste che i volontari hanno riempito di alimenti, la tessera del partito e il collo della maglietta del bambino, perché non si perda nella confusione. Eleni non ne fa una questione di politica: «Vivo con 400 euro di pensione di invalidità, due figlie e due nipoti. Almeno per oggi a cena i ragazzi mangeranno patate fritte».

In fila per la pasta e l'olio ci sono gli abitanti del centro storico di Atene, a decine, ridotti alla fame dalla crisi, assediati dai migranti, spinti tra le braccia del partito d'estrema destra Alba dorata. «A chiamarci nazisti sono i ricchi che hanno la colf straniera a pulirgli la villa, noi siamo vicini alla gente»: la bionda Eugenia Christou, moglie di un parlamentare e leader delle donne del partito, coordina gli «interventi sociali», ed è l'unica vestita di bianco. Al quartier generale il colore è nero, al massimo azzurro come la bandiera della Grecia, oppure rosso nello striscione con il meandro che imita la svastica e copre il balcone del primo piano. La sede è su due livelli: sopra, bar e sala riunioni; sotto, vendita di gadget e libri (Göbbels compreso), un ufficio e due volte alla settimana un volontario che raccoglie richieste e paure. «Ci stiamo organizzando per uno sportello quotidiano».

14 luglio 2012

Rifiuti, la lezione di Acerra in un anno differenziata al 62%

DOCUMENTI la Repubblica

Il comune premiato dal Conai per lo straordinario successo ottenuto nel giro di appena 12 mesi (+52%). Buoni acquisto per i cittadini in base al peso del materiale salvato dalla discarica

ROMA - Mentre a Roma si continuava a litigare sulla scelta di un posto per costruire la nuova discarica, lasciando languere la raccolta differenziata su percentuali di poco superiori al 20%, Acerra, comune simbolo dell'unico termovalorizzatore della Campania, metteva a segno un clamoroso record passando nel giro di appena un anno dal 10 al 62%. A certificarlo è il Conai, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi, che ha assegnato all'amministrazione governata dal centrosinistra il premio 'start up'.

"Si è riusciti ad aumentare del 52% la differenziata grazie a un porta a porta spinto, all'eliminazione dei cassonetti, e a un Centro raccolta tecnologico", spiega Fabio Costarella, responsabile area sud del Conai. Prima del nuovo sistema, ricorda, la raccolta veniva fatta in maniera prevalentemente stradale. Tutti i materiali (carta, vetro, plastica e metalli, organico, indifferenziato) vengono invece ritirati ora direttamente a casa.

12 luglio 2012

Il matrimonio dura quindici anni. Ci si lascia di più, si divorzia meno

DOCUMENTI la Repubblica

Ricerca 2010 su matrimoni e divorzi l'Istat: due anni fa 88.191  separazioni e 54.160 divorzi; rispetto all'anno precedente le prime hanno registrato un incremento del 2,6% e i secondi un decremento dello 0,5%. Per entrambi i fenomeni una continua crescita negli ultimi due decenni

ROMA - L'amore, come dice lo scrittore Frédéric Beigbeder, durerà anche tre anni, ma il matrimonio per finire ne impiega 15. Non è il titolo di un film ma il succo dell'ultima ricerca dell'Istat sull'argomento, condotta analizzando i dati di separazioni e divorzi in Italia del 2010. Ciò che emerge dall'indagine è che la famiglia italiana è sempre più in crisi, sia dal punto di vista emotivo che economico.

06 luglio 2012

Rai, Schifani il fuorilegge

DOCUMENTI Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano

L’operazione “elezione del nuovo Cda Rai” è avvenuta in violazione della Costituzione e agli ordini di Berlusconi eseguiti dal presidente del Senato

Paolo Amato era un senatore Pdl membro della Commissione di Vigilanza Rai. In queste ore era chiamato, con i suoi colleghi di destra e di sinistra, a indicare e votare alcune persone, presumibilmente con qualche titolo e qualche valore in qualche campo, per comporre il nuovo consiglio di amministrazione della Rai. Questo piccolo, modesto intervento parlamentare nella storia italiana, non è mai avvenuto. Il sen. Paolo Amato non ha scelto né votato nessuno perché al momento di votare non c’era più. Era accaduto che il suo partito l’aveva improvvisamente rimosso per divergenza di idee: non aveva indicato e non avrebbe votato la stessa persona imposta dal suo partito. C’è però una fastidiosa complicazione: la Costituzione stabilisce che i parlamentari sono eletti “senza vincolo di mandato”. Provvede subito il presidente del Senato. Rimuove subito e sostituisce un membro della Commissione di Vigilanza Rai sgradito a Berlusconi.

05 luglio 2012

Risposta a un lettore anonimo

Quanto segue è una risposta articolata alle obiezioni mossemi da un lettore, nei commenti a un articolo precedente ("Più scienza, meno religione").

Caro Anonimo, grazie innanzitutto per avermi dato del "galantuomo del dialogo": un epiteto forse un po' demodé, ma che mi fa piacere perché vuol dire che il mio sforzo di ispirarmi all'insegnamento socratico, nel considerare attentamente le opinioni altrui e nell'attendermi dal dialogo un accrescimento del sapere reciproco, non è del tutto fallito né passato inosservato.

Vengo alle risposte, partendo dalla questione dell'anonimato. Perché firmarsi? Il motivo più banale è per evitare equivoci nell'attribuzione dei commenti: che casino, per esempio, se un altro anonimo avesse postato i suoi commenti proprio in mezzo ai suoi tre ultimi. Ma questo è davvero il meno. La cosa che mi dà fastidio e che mi fa reputare l'anonimato una scelta un po' vigliacca e disonesta è che l'anonimo dialoga in modo asimmetrico, a suo vantaggio, con l'interlocutore che invece si firma con nome e cognome. Io non so se lei sia un giovane o un vecchio, un uomo o una donna, una sola persona o un gruppo di persone. Non so che formazione e che interessi abbia, se è qualcuno che conosco oppure no, se scriva qui per amore dell'argomento, per noia o per prendersi gioco di me. Certo, ciò che scrive ha un valore e una coerenza che meritano da soli una risposta, ma il dialogo su un blog, per quanto disincarnato, è pur sempre un rapporto umano, nel quale presentarsi per quel che si è, è secondo me una forma di rispetto per l'interlocutore. Inoltre, firmarsi e rendersi riconoscibile, per esempio postando il link a un proprio blog, vuol dire assumersi la responsabilità delle proprie esternazioni. Se penso che ci sono giornalisti che sfidano i cartelli della droga in Sudamerica, avendo il coraggio di firmare le proprie inchieste e spesso pagando con una morte atroce il loro coraggio, trovo veramente ridicolo che in un paese per fortuna ancora relativamente libero come l'Italia ci si nasconda dietro l'anonimato, quando tutto il rischio che si corre è quello di apparire in una chiacchierata pubblica sui massimi sistemi dell'universo, in un blog sconosciuto ai più. Forse che non può permettersi di essere associato in modo riconoscibile alle opinioni che ha espresso su queste pagine? No, firmarsi non è affatto superfluo, come lei ritiene. E' invece importante, molto importante, soprattutto in un paese come l'Italia, dove l'assunzione diretta di responsabilità è uno sport privo di praticanti.

Sicilia, più dipendenti del governo inglese

DOCUMENTI Sergio Rizzo, Corriere della Sera

La presidenza della Regione ne conta 1.385. Downing Street si ferma a 1.337
A Palazzo dei Normanni un dirigente ogni sei impiegati. Il caso dei baby pensionati.

ROMA - Esiste in Italia un ufficio pubblico dove c'è un dirigente ogni sei impiegati. Si trova a palazzo dei Normanni, Palermo: è la presidenza della Regione siciliana. Ma il governatore Raffaele Lombardo sappia che non è l'unico in Europa a guidare un esercito pieno zeppo di generali. Il premier britannico David Cameron è nelle sue stesse condizioni: anche a Downing Street ogni dirigente ha in media sei sottoposti. Il fatto è che pure i numeri sono più o meno gli stessi. Cameron ha 198 dirigenti, Lombardo 192. Quanto ai dipendenti il Cabinet Office, equivalente della nostra presidenza del Consiglio, ne ha 1.337: quarantotto meno dei 1.385 che la presidenza della Regione siciliana contava alla fine del 2011.

04 luglio 2012

Che cos’è Scientology

DOCUMENTI Il Post

Con il divorzio di Tom Cruise e Katie Holmes si torna a parlare di una delle religioni più controverse del mondo

Il 29 giugno è stata diffusa la notizia che la coppia di attori statunitensi Tom Cruise, 50 anni, e Katie Holmes, 33, ha avviato le procedure per il divorzio. L’evento, oltre a essere molto seguito dai media interessati alla vita degli attori, ha tornato a far parlare della religione a cui appartiene Tom Cruise, Scientology, che secondo diverse fonti avrebbe avuto un ruolo importante nella fine del matrimonio. Il blog L.A. Now del Los Angeles Times, citando una fonte anonima, dice che “Scientology e il ruolo che avrebbe giocato nell’educazione di Suri [la figlia di sei anni della coppia] è stato un fattore decisivo nella separazione.”

03 luglio 2012

Francia, sì a nozze e adozioni gay da inizio 2013

DOCUMENTI Corriere della Sera

Confermata una delle promesse elettorali di Hollande

In Francia le coppie omosessuali potranno sposarsi e adottare bambini a partire dal «primo semestre 2013»: lo ha detto a Parigi il primo ministro della Francia, Jean-Marc Ayrault, nel corso di un importante discorso programmatico in parlamento. «Nel primo semestre 2013, il diritto al matrimonio e all'adozione sarà aperto a tutte le coppie, senza discriminazione», ha detto Ayrault, confermando una delle grandi promesse elettorali del presidente socialista Francois Hollande.

01 luglio 2012

Mali, la furia degli integralisti contro i mausolei

DOCUMENTI Corriere della Sera

Violenza religiosa a Timbuctù. Distrutto a picconate il mausoleo di Sidi Mahmoud, il suo culto è considerato dagli estremisti «contrario alla sharia»

Torna la violenza religiosa nel nord del Mali a opera del gruppo integralista islamico estremista Ansar Dine, che controlla militarmente l'area in aperta opposizione al governo di Bamako. Stavolta sotto i colpi dell'intolleranza non sono cadute persone, ma preziose testimonianze culturali: vale a dire alcuni dei 16 mausolei dei santi musulmani della mitica città di Timbuctù, risalenti alla prima ondata dell'islamizzazione dell'Africa, riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio dell'umanità fin dal 1988, insieme alle tre moschee medievali della città simbolo del Sahel. Gli islamici hanno iniziato ad abbatterli.

Cattolici addio, il Brasile è evangelico

DOCUMENTI Giuseppe Bizzarri, Il Fatto Quotidiano

Allarme fedeli e vocazioni

Rio de Janeiro – Sono sempre meno i fedeli in Brasile, il paese con il più gran numero di cattolici al mondo. L’inarrestabile emorragia della fede cattolica nel paese sudamericano, considerato strategico per il Vaticano, ha avuto - secondo la statistica divulgata venerdì scorso dall'Ibge, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatistica - un calo record. Tra il 2000 e il 2010 il numero di cattolici si è ridotto del 12%, mentre quello degli evangelici è cresciuto del 44%. Quello di Rio de Janeiro - dove papa Ratzinger verrà nel 2013 a celebrare la Giornata mondiale della gioventù – è lo stato meno cattolico del Brasile. Sono fedeli alla chiesa 123,3 milioni di brasiliani, mentre gli evangelici raggiungono i 42,3 milioni.

IN SOLI cinquanta anni, i cattolici – rivela la statistica Ibge - sono passati dal 93,1 al 64% della popolazione brasiliana che supera i 190 milioni di persone. Aumenta anche il numero dei brasiliani che si dichiarano di non avere una fede, mentre rimane stabile la percentuale dei seguaci delle religioni afro-brasiliane.