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06 ottobre 2012

Quella libertà senza futuro che impedisce di crescere

DOCUMENTI Massimo Recalcati, la Repubblica

L'adolescenza, da sempre un'età problematica, è diventata ultimamente infininita. La colpa è soprattutto degli adulti, i padri non sanno tramontare e così uccidono i figli. Poter fare tutto, ma non avere prospettive per l'avvenire crea il disagio di oggi

UNA VOLTA gli psicoanalisti consideravano la crisi dell'adolescenza come una manifestazione psichica della tempesta puberale che trasformava il corpo infantile in quello di un giovane uomo o di una giovane donna. Era il risveglio di primavera: come abitare un nuovo corpo che non è più il corpo di un bambino ma che manifesta con forza nuove esigenze e nuovi desideri?

Oggi la forbice evolutiva distanzia sempre più pubertà e adolescenza: l'età puberale sembra imporre una nuova precocità - bambine e bambini di 10-11 anni si comportano come veri e propri adolescenti - mentre, al contrario, l'adolescenza sembra non finire mai. Questa sfasatura è però l'indice di un'altra e più profonda contraddizione che rende per certi versi insostenibile la condizione dei nostri giovani. Da una parte essi si trovano gettati con grande anticipo sulla loro età mentale in un mondo ricchissimo di informazioni, saperi, sensazioni, opportunità di incontro, ma, dall'altra parte, sono lasciati soli dagli adulti nel loro percorso di formazione.